Dimentica le calorie: il metodo efficace per tornare in forma dopo le feste

Foto Marta Baffi

Indovino cosa hai scritto nel memo che in questi giorni campeggia sul desktop del tuo computer o sulla tua bacheca: “Bruciare le calorie di troppo”. Ci ho azzeccato?Lo so, l’Epifania può essere spietata: si porta via tutte le feste e ci lascia in balia di qualche chilo in più.E allora che fa la maggior parte di noi? Si affida al bilancio energetico.In parole più semplici punta tutto su una formula apparentemente infallibile: calorie in vs calorie out.Prima di capire meglio come stanno le cose, però, voglio ringraziarvi. Siete stati in tantissimi a rispondere al sondaggio della newsletter natalizia sul tipo di argomenti che vorreste approfondire (benessere, sport…). Dei vostri suggerimenti ho già fatto tesoro. I complimenti – che fanno sempre bene – sono invece un ulteriore stimolo per continuare su questa strada. Ovviamente insieme a voi. E allora… buon 2026 a noi!

Una logica che fa… acquaTorniamo ora al bilancio energetico. Se fosse davvero così facile, ci basterebbe aumentare l’attività fisica fino a pareggiare i conti con gli eccessi alimentari che ci hanno accompagnato durante le festività natalizie. Peccato, però, che le cose siano in realtà più complesse.“Calorie in vs. calorie out”: dove sta il limite?Voglio dirlo subito. Il nostro organismo non è un robot che risponde a un algoritmo. Ogni nutriente che ingeriamo scatena una cascata di risposte ormonali, capaci di influenzare profondamente il nostro metabolismo.Questo significa una cosa molto semplice: 100 calorie provenienti da carboidrati, proteine o grassi non hanno lo stesso impatto metabolico.I carboidrati ad alto indice glicemico – quelli che raggiungono rapidamente il sangue come riso bianco, pane o corn flakes – per esempio, stimolano rapidamente l’insulina, favorendo l’accumulo di grasso e influenzando fame e sazietà.Le proteine, dal canto loro, stimolano l’insulina in misura inferiore rispetto ai carboidrati, ma attivano il glucagone, un ormone che favorisce i processi di catabolismo.I grassi, pur avendo un effetto insulinico minimo, influenzano altri ormoni fondamentali: la leptina (che segnala al cervello il senso di sazietà) e la grelina (che stimola invece l’appetito). Questo meccanismo ormonale spiega perché – consideralo un vero spoiler – i grassi da soli non fanno ingrassare ma anzi contribuiscono a regolare naturalmente la nostra sensazione di fame. Un concetto che approfondisco nei miei libri.Secondo step: non siamo tutti ugualiNon si tratta però solo di quale nutriente introduciamo, ma anche di chi lo introduce. L’individualizzazione conta molto (non poteva essere più semplice? ti starai domandando!).Non tutti funzioniamo alla stessa maniera.Ricerche recenti pubblicate su Cell Metabolism hanno rivelato che la risposta insulinica ai macronutrienti è molto più personalizzata di quanto si pensasse: mentre la maggior parte delle persone risponde principalmente ai carboidrati, circa il 9% mostra una risposta insulinica più marcata alle proteine e l’8% ai grassi.Sorridi, c’è la buona notizia: strategie metaboliche intelligentiQuindi, come la mettiamo con le calorie extra se il dimagrimento non funziona col metodo “calorie in vs. calorie out”? Piuttosto che inseguire un impossibile “pareggio calorico” – da leggere: dovremmo passare l’esistenza ad allenarci per bruciare ciò che mangiamo – è molto più efficace lavorare sui meccanismi metabolici.L’EPOC (Excess Post-Exercise Oxygen Consumption), per esempio, è una dimostrazione concreta di come l’intensità dell’allenamento possa influenzare il metabolismo anche una volta terminata la sessione.Come si attiva? Gli studi mostrano che l’interval training ad alta intensità (HIIT) genera un EPOC significativamente maggiore rispetto all’attività aerobica continua, con un incremento del dispendio energetico che può protrarsi fino a 24 ore.Ma c’è di più:- una meta-analisi pubblicata su Sports Medicine ha confermato che l’EPOC è correlato in modo esponenziale all’intensità dell’esercizio. In altre parole, anche sessioni brevi ma – attenzione – intense possono essere più efficaci di allenamenti lunghi e moderati per stimolare il metabolismo;- anche l’allenamento contro resistenza, cioè con i pesi, stimola la sintesi proteica muscolare e contribuisce ad aumentare il dispendio energetico anche a riposo.

Passiamo alla pratica

Tirando le somme, una combinazione settimanale di:

• 2-3 sessioni di interval training;• 2 sessioni di resistance training (allenamento contro resistenza);• 1-2 allenamenti aerobici in zona di frequenza cardiaca (zona 1-2)rappresenta un approccio completo, efficace e sostenibile.

Qui sotto trovi un esempio di programma settimanale che puoi svolgere camminando, correndo, alternando cammino e corsa oppure pedalando. Adattalo alle tue disponibilità di tempo e al tuo livello di esperienza.

Lunedì e giovedì - HIIT (20-25 minuti)• 5 minuti di riscaldamento progressivo;• 6-8 intervalli di 30 secondi al 90% della FC max (in pratica, molto veloci), seguiti da 90 secondi di recupero attivo al 50% (alias: piano ma senza fermarti);• 5 minuti di defaticamento. Questo protocollo massimizza l’EPOC e può aumentare il metabolismo fino a 24 ore post-allenamento.Martedì e venerdì - Allenamento per la forza (45 minuti)• Circuito: - squat;- piegamenti sulle braccia (se sei all’inizio, anche con le ginocchia a terra e i gomiti vicino al corpo);- plank, partendo con le braccia tese e corpo teso dietro con tocco alternato delle mani sulle spalle opposte - affondi in avanti;- superman (da quadrupedia, stendi gamba destra e braccio sinistro, poi alterna).Esegui 10-12 ripetizioni per esercizio, senza pausa, giusto il tempo di cambiare senza fretta posizione. Recupera 1 minuto, eventualmente 2 se sei alle prime prese o riparti dopo un periodo di stop, per un totale di 3-5 giri a seconda delle tue energie e livello di esperienza.• Circuito breve: - alzarsi da terra senza l’utilizzo delle mani (o, se sei in difficoltà, da una sedia);- piegamenti sulle braccia (come sopra);- farmer walk con piccoli pesi in mano (ottime anche casse d’acqua);- plank a braccia tese con rotazione del busto (da posizione di plank a braccia tese, ruota il petto verso destra estendendo verso l’alto il braccio destro, torna in plank ed esegui dall’altra parte).Effettua 10 ripetizioni per ogni esercizio. Recupera 60-90 secondi tra le serie.L’allenamento della forza stimola la sintesi proteica muscolare per 48-72 ore e ormoni come il testosterone, migliorando tono e forza muscolare. Promemoria: nel pasto che segue fai attenzione ad assumere una porzione di alimento fonte di proteine: aiuterà i muscoli e le ossa ad attivare Domenica - Zona aerobica a ritmo costante e moderato (45-60 minuti)• Attività al 65-75% della FC max (zona 1-2):- camminata veloce o ciclismo a un ritmo che ti permetta di parlare oppure nuoto: 10 volte 100 m a ritmo costante con 15” di recupero.Questa intensità favorisce l’utilizzo dei grassi come substrato energetico, migliora la capacità aerobica di base e supporta il recupero.

A tavola? Torniamo a “mangiare pulito”

L’obiettivo di questo periodo non è la restrizione drastica ma il ripristino di un’alimentazione che supporti l’equilibrio ormonale e metabolico. Per questo:

• dai priorità alle

verdure a ogni pasto

condite con olio extravergine di oliva a crudo;

• inserisci ogni volta che mangi, sin dalla prima colazione, un

alimento fonte di proteine

o un

integratore di proteine in polvere di alta qualità;

• preferisci

alimenti fonte di carboidrati poveri in zuccheri,

come per esempio cereali e legumi, da inserire dopo le proteine;

idratazione

: 35ml/kg circa di acqua al giorno utile per supportare la detossificazione dell’organismo e in particolare di reni e fegato.

Un approccio integrato

1.

La chiave del successo post-feste non sta quindi nel “bruciare” ossessivamente ogni caloria assunta a tavola, ma nel

ripristinare un equilibrio metabolico e ormonale attraverso scelte alimentari consapevoli e un allenamento strategico.

L’organismo umano è un sistema complesso che merita rispetto e comprensione, non calcoli aritmetici.

2.

Questo approccio si basa su evidenze solide: uno studio pubblicato su Metabolism ha dimostrato che

l’alternanza di allenamenti ad alta e bassa intensità migliora la flessibilità metabolica,

permettendo all’organismo di passare efficacemente dall’utilizzo di glucosio a quello di acidi grassi.

Inoltre, la ricerca su

European Journal of Applied Physiology conferma che

la combinazione di resistance training e HIIT produce adattamenti superiori rispetto ai singoli metodi.

3. Alimentazione “pulita” non significa rigidità estrema, ma scelte consapevoli che rispettino la complessità dei nostri meccanismi di regolazione.

Come dimostrato dagli studi di Hall e colleghi su

Cell Metabolism,

la qualità degli alimenti influenza significativamente la termogenesi

indotta dalla dieta e la regolazione dell’appetito.

Pronti per ripartire con la giusta energia?

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