La mia mimosa per voi

Voglio dedicare a tutte noi la storia di tre donne, Roberta Gibb, Katherine Virginia Switzer e Alfonsina Morini, che molti conoscono come Alfonsina Strada. C’è chi le ha definite eroine, chi rivoluzionarie e chi “semplicemente” pioniere. Roberta e Katherine sono le prime donne ad aver corso una maratona, quando ancora i 42,195 km ci erano vietati, perché considerate fisiologicamente non idonee. Strabuzzo ancora gli occhi quando penso che fino al 1968 ci era concesso di arrivare a correre soltanto gli 800 m e che la maratona femminile ha fatto il suo ingresso alle Olimpiadi nel 1984 (!).

Roberta, nel 1966, pur di disputare la Boston Marathon, si vestì con abiti maschili. Nel 1967 Katherine, sempre nella 42 km della città americana, al momento dell’iscrizione diede solo le iniziali per evitare di ricevere un no grosso come una casa. Gli organizzatori, ignari del tranello, le consegnarono il pettorale 261. Quella maratona lei la corse fino alla fine, non si fermò neanche quando il direttore di gara, al 4° km, si avventò su di lei gridando “Vattene dalla mia corsa e dammi quel numero”… 

E poi c’è lei, Alfonsina, quel “diavolo in gonnella” – come l’avevano soprannominata i suoi concittadini – che mai si arrese seppur ostacolata della famiglia. Continuò a pedalare, perché era quello che le faceva battere il cuore. Un cuore che ben presto si trovò a ospitare, oltre al ciclismo, Luigi (Strada), che non solo la incoraggiò, ma le regalò anche, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa. Fu la prima donna a correre il Giro d’Italia nel 1924.

A loro dico grazie e a noi, in questo 8 marzo, auguro di sfoggiare infinito coraggio in ogni occasione, di indossare vestiti ricamati di fierezza, di pronunciare il nostro nome e cognome con l’orgoglio e la consapevolezza di essere donne e… di avere sempre a fianco il nostro “Luigi”.

#SEDICIDONNA…

#sedicidonna… no, non dici danno. Dici, invece, una storia da raccontare e, perché no, da comprendere. Spesso, siamo noi le prima a non capire che cosa ci sta succedendo nelle varie fasi della nostra vita. E allora perché non parlarne?È nata così #sedicidonna, la rubrica in cui scrivo, anzi scriviamo di noi, ma che può essere letta anchedagli uomini per scoprire un po’ più su di noi e, perché no, darci dei suggerimenti. È un appuntamentomensile. Per scoprire tutti i contenuti pubblicati finora vi basterà fare una ricerca sia su IG sia sul sitoattraverso l’hashtag (#sedicidonna).Avete già in mente qualche argomento che vorreste io approfondissi?Scrivetemelo qui

Ciclo mestruale

Le mestruazioni sono da sempre considerate uno svantaggio per le donne. In realtà è un fatto su cui dobbiamo ricrederci. Conoscere le fasi del ciclo in cui ci troviamo ci permette di conoscere come allenarci e anche come alimentarci. Al tempo stesso l’arrivo del flusso ci racconta se e quanto siamo in salute.

Menopausa e intestino

Scarsi livelli di ormoni sono correlati a gonfiore al basso addome e alterazione dell’alvo. Questi sintomi, se durante la fase fertile si verificano con cadenza mensile (nei giorni che precedono il flusso), in pre e menopausa divengono quasi costanti. Il rimedio? Agire sui batteri intestinali partendo dalla scelta di alimenti che li influenzano positivamente e riducendo quelli che li nutrono negativamente. 

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