In queste feste diamoci appuntamento in quel respiro

“Dai, ancora uno sforzo”. Quante volte ce lo siamo ripetuti quest’anno?Così tante da trasformarlo in uno stile di vita. In un’abitudine così scontata che la nostra forza di volontà ha iniziato a fare “maramao” al nostro senso del dovere e noi a non crederci più.Il risultato è che ci sentiamo sempre più stressati, più stanchi. E questo è normale, anzi naturale.

Mi spiego meglio: in caso di “pericolo” – che puoi leggere anche come impegno – possiamo decidere di “attaccare o scappare”. È una reazione animale che ci mette nelle condizioni di prontezza fisica e mentale di fronte a un evento immediato. Non lascia strascichi né fisici né mentali se è l’eccezione, il nostro DNA è stato progettato da madre natura per fronteggiarlo. La cosa cambia, però, se cominciamo a percepire, fuori e dentro di noi, qualcosa di minaccioso ogni giorno o, comunque, con una certa frequenza. In questo caso è come se vivessimo costantemente in “allerta”. Uno stato a cui sono strettamente connessi stress e ansia.

Fare spazio

Come uscirne? Per prima cosa, facendo spazio. Tra impegni urgenti e pensieri minacciosi. Insomma, ritrovare il nostro “qui e ora”.Ti vedo, sorridi e hai ragione: siamo perennemente alla rincorsa della nostra vita e nulla ci sembra sufficientemente legittimo per prenderci per mano e ritrovare quel delicato equilibrio tra respirazione, battito cardiaco e pensieri. Proprio loro che, quando non riusciamo a “disinnescarli”, vengono a trovarci di notte, svegliandoci nel pieno del sonno o impersonificando i nostri sogni.Sicuramente dovremmo imparare ad allontanarci un po’ da loro, magari limitandoci a guardarli passare, come se fossero nuvole in cielo. Senza giudicarci.

In punta di penna e respiroAlcuni, per renderli innocui, li mettono nero su bianco. La scrittura ci rende più consapevoli.E se penso alla consapevolezza, penso all’atto di respirare. Anche la respirazione può aiutarci a ritrovare il nostro centro.A questo proposito eccoti il mio regalo per queste feste, il mio esercizio preferito.Siediti, con le mani appoggiate alle ginocchia, spalle rilassate e core attivo, inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per altri 4 secondi e infine trattieni per 4 secondi ancora. Ripeti per 4 cicli almeno. Si chiama respirazione quadrata.  Lo pratico durante il giorno, quando percepisco la mente piena e, al contempo, la distrazione di input sonori o visivi, come suonerie o pop up, che ti fanno notare che è arrivata un’altra email carica di richieste. L’ennesima. Oppure anche la sera, prima di dormire, seduta sul letto, quando sento che i pensieri e i miei vissuti si stanno impossessando del mio stato emotivo.E quale momento migliore dei giorni che stanno per venire per darci appuntamento in quel respiro?Tutto il nostro mondo sta nel modo in cui viviamo il nostro quotidiano. Quello che ci serve è percepirci in equilibrio. E questo esercizio è un buon punto di partenza. I giorni a venire un’opportunità.Proviamo dunque ad allenarci. Chissà che poi funzioni.Tanti auguri a te che mi leggi sempreA prestoElena 

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