Pensieri sparsi: l’anno senza buoni propositi

L’anno senza diete”. Avevo intitolato così la prima newsletter del 2024, mossa dal desiderio di liberazione da costrizioni che hanno da sempre nutrito di ansia i nostri momenti a tavola. Tra l’altro, senza farci del bene dal momento che, a lungo termine, non modificano nulla nel nostro rapporto col cibo e nel nostro benessere quotidiano. O comunque non sono “forti” abbastanza per innescare un cambiamento radicale.Sulla stessa onda, per il 2025, ti auguro o, meglio, ti invito a goderti un anno senza buoni propositi. Questo non vuol dire lasciarsi indurre in maniera legittima, senza sensi di colpa, a continue tentazioni. Ti sto, invece, invitando a creare il vero cambiamentoIl segreto sono i piccoli passiLa motivazione è come un fiammifero: più arde veloce più rischia di bruciarsi con altrettanta rapidità. Se tutto il nostro impegno è concentrato in un grande slancio, rischiamo di esaurire le nostre energie troppo in fretta, lasciando spazio alla frustrazione e alla disillusione. Invece di concentrarci su grandi buoni propositi, che spesso rischiano di rimanere incompleti o frustranti, focalizziamoci allora su piccoli, ma saldi, passi quotidiani. Viviamo ogni giorno come un’opportunità per fare un passo avanti, anche se piccolo, verso il cambiamento che desideriamo. Ci saranno passi in avanti e alcuni indietro. Fa parte del processo. Accettiamolo senza giudicarci. Le vere trasformazioni avvengono quando abbracciamo il percorso, non quando cerchiamo la perfezione. Pronti, partenza, viaDa dove iniziare, quindi? Dal movimento. Ci hai fatto caso? Siamo altamente sedentari. Sì, anche se ti dedichi alla preparazione di una maratona o di un triathlon ironman. Non basta quell’ora al giorno per stare bene. Cosa serve in più? Prima di tutto, la costanza. La costanza nel movimento. Dovremmo tenerci attivi ogni ora. Impariamo, quindi, a interrompere la nostra sedentarietà. Sì, anche se al mattino presto o in pausa pranzo o, ancora, la sera ti dedichi al tuo allenamento quotidiano.Una sedia scomodaQuando siamo seduti, il flusso sanguigno di tutto il corpo rallenta. Ma non solo: si riducono anche il consumo di ossigeno e la frequenza cardiaca e, come se ciò non fosse già abbastanza, peggiora anche la risposta glicemica. Il muscolo, infatti, è il tessuto principale per l’utilizzo dello zucchero, in altre parole per il controllo del glucosio nel sangue e la sensibilità all’insulina. Due capacità che dopo i 40 anni, in particolare in noi donne, tendono già per natura a peggiorare per un’alterazione fisiologica di alcuni ormoni, primi su tutti gli estrogeni. Dando così maggior spazio alla possibilità di ingrassare, a una maggior difficoltà di dimagrire e all’accumulo di grasso a livello viscerale.Quei 22 minutiPensa che ogni 12,5 ore di posizione seduta accumulata nella giornata sono necessari 22 minuti di attività fisica per contrastare gli effetti dannosi che possono scaturire dall’inattività. Non dovremmo mai rimanere in posizione seduta per più di 20-30 minuti. Un’indicazione non sempre applicabile, ma che ci fa capire quanto la sedentarietà nuoce alla salute e interrompe il progetto di una longevità sana. Prova a tenerla a mente e ad applicarla ogni giorno. E se ti facilitassi la cosa?Per rendere più semplice il movimento costante bisogna giocare anche sul metodo. E allora eccoti alcune strategie che ti aiuteranno a tenere attivo il metabolismo e dunque a migliorare il benessere profondo, fisico e mentale:

  • Dopo i pasti cammina per almeno 3-5 minuti;

  • 2-3 volte al giorno prova a fare 20 secondi di camminata alla velocità più rapida che riesci, meglio ancora se si tratta di salire una scala.

  • E a proposito di scale: vivi ogni occasione come un’opportunità per allenare il tuo benessere. Scegli le scale a piedi, rispetto a quelle mobili o all’ascensore. Sia in fase di salita che di discesa.

Buon viaggioÈ la continuità, la consistenza – la consistency, una parola che amano tanto gli inglesi in ambito di prestazione sportiva – che porta al successo. Progressi giornalieri, anche nei giorni più difficili, costruiscono un cambiamento duraturo, perché non sono mai sopraffatti dall’incredibile pressione di dover fare tutto in una volta sola. L’impegno è lavorare quotidianamente sull’accumulo di piccoli comportamenti. Così, quando ci guarderemo indietro, potremo apprezzare il lungo cammino fatto, che si è costruito passo dopo passo, trasformandosi in una nuova abitudine.Perché, come diceva Confucio, “ogni grande viaggio inizia con un passo”. Iniziamo oggi e lasciamo che la costanza e la consistenza ci portino lontano. Buon anno! 

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