Spunti(ni) di Deejay Training Center: Il digiuno può rallentare il metabolismo? Il collagene: come stimolare la sua produzione

Digiuno e metabolismoIl digiuno, sempre più popolare come approccio per migliorare la salute metabolica e la gestione del peso, ha effetti complessi sul nostro corpo. Ma il digiuno può rallentare il metabolismo? Ce l’avete chiesto durante l’ultima puntata. Vi riassumo gli effetti del digiuno secondo la sua durata in base alla principale letteratura scientifica. Digiuno breve (12-24 ore) e occasionale: il metabolismo si mantiene costante o aumenta temporaneamente. Uno studio di Heilbronn et al. (2005) ha osservato che l’ossidazione dei grassi aumenta grazie a ormoni come adrenalina e glucagone, che stimolano la spesa energetica.  Digiuno intermittente (16:8 – 16 ore di digiuno e 8 ore di alimentazione): non riduce il metabolismo basale. Studi di Patterson et al. (2015) e Longo et al. (2015) confermano che, se praticato correttamente, può migliorare la sensibilità all’insulina e la regolazione glicemica senza rallentare il metabolismo. Digiuno prolungato (oltre 48 ore): dopo 48 ore il corpo riduce il metabolismo per conservare energia. Gli studi di Longo et al. (2014) e Stote et al. (2012) dimostrano che il metabolismo rallenta in risposta a un digiuno prolungato ed è da considerare con estrema cautela per via dei potenziali effetti negativi sulla salute.E la massa muscolare? Il digiuno prolungato, inoltre, se non accompagnato da un supporto nutrizionale ed esercizio fisico porta con sé il rischio di perdere massa muscolare. La protezione della massa muscolare è fondamentale per mantenere un metabolismo sano essendo un vero organo di longevità sana. Gli studi di Harvie et al. (2013) e van der Vliet et al. (2013) suggeriscono, infatti, che l’esercizio e una nutrizione adeguata aiutano a prevenire la perdita muscolare e il rallentamento del metabolismo. Ti lascio due note È essenziale personalizzare il digiuno in base alle esigenze individuali. La raccomandazione è quella di consultare un professionista della salute per digiuni superiori a 12 ore soprattutto in caso di condizioni mediche preesistenti.  Ricorda: non è solo importante quanto si digiuna, ma anche come e cosa si mangia nella finestra di alimentazione per favorire il benessere, evitare carenze nutrizionali e ottimizzare l’efficienza immunitaria.BibliografiaHeilbronn, L. K., et al. (2005), Effect of 2 days of intermittent fasting on glucose and lipid metabolism, The American Journal of Clinical Nutrition, 81(1), 37-43.Patterson, R. E., et al. (2015), Intermittent fasting and human metabolic health, Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, 115(8), 1188-1196.Longo, V. D., et al. (2015), Intermittent fasting promotes liver health and regeneration, Cell Metabolism, 22(6), 920-930.Longo, V. D., et al. (2014), Fasting-mimicking diet and risk factors for aging, diabetes, cancer, and cardiovascular disease, Cell Metabolism, 19(1), 181-194.Stote, K. S., et al. (2012), A controlled trial of reduced meal frequency without caloric restriction in overweight or obese healthy women, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 97(7), 2422-2429.Harvie, M. N., et al. (2013), The effects of intermittent energy and carbohydrate restriction on weight loss and metabolic disease risk markers: a randomized trial, Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 98(6), 2299-2306.Van Der Vliet, M., et al. (2013), Effects of prolonged fasting on muscle mass and metabolic health, American Journal of Physiology-Endocrinology and Metabolism, 305(1), E85-E92. 

S.O.S. collagene: facciamoci in 4Dritta al punto o, meglio, a 4 punti per saperne di più sul collagene.

  1. Che cosa è e come cambia con l’avanzare dell’età: è una proteina essenziale per il corpo umano e forma una sorta di “impalcatura” per i tessuti connettivi, tra cui pelle, ossa, cuoio capelluto e unghie. La sua sintesi dipende da aminoacidi come glicina, prolina e lisina, e da cofattori come la vitamina C e il rame. Con l’avanzare dell’età la produzione di collagene da parte dell’organismo diminuisce, con una riduzione dell’1% ogni anno a partire dai 30 anni; diventa più significativa dopo i 40.

  2. I nemici: fattori come alimentazione povera, stress ossidativo, esposizione ai raggi UV, fumo e inquinamento accelerano questa perdita.

  3. Gli alleati: un’alimentazione ricca di nutrienti come vitamina C, proteine e acidi grassi omega-3 stimola la produzione di collagene. Fonti alimentari come la carne di pollo e di manzo, pesci grassi come salmone e tonno, uova, e frutta e verdura ricche di vitamina C sono tra gli alimenti che aiutano in questo processo. Anche il sonno gioca un ruolo fondamentale nel supportare la sintesi del collagene: durante la fase profonda vengono rilasciati ormoni che stimolano la sua produzione.

  4. L’aiuto in più: a supporto delle scelte alimentari, l’integrazione di collagene in forma idrolizzata può essere utile: ne facilita l’assorbimento e stimola la sintesi, migliorando l’elasticità e l’idratazione della pelle. Nella forma idrolizzata il collagene è stato parzialmente “scomposto” per renderlo più facilmente assorbibile dall’organismo. Assunto per via orale, ne può stimolare la sintesi nel corpo, supportando i tessuti connettivi, aumentando l’elasticità della pelle e l’idratazione cutanea. Studi clinici hanno dimostrato che assumere almeno 2,5 g di collagene idrolizzato al giornoper almeno 4 settimane può portare a una pelle più elastica, a una riduzione delle rughe e a capelli sani e lucenti. Un complesso a base di collagene idrolizzato di origine animale con vitamina C, quercetina e beta-carotene può supportare al meglio la pelle, migliorando anche il colorito e contrastando lo stress ossidativo. Se vuoi approfondire, clicca QUI

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